Storia della Scala di Santa Maria del Monte a Caltagirone

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Caltagirone si sviluppava in origine sulle falde di tre colline e ben presto si pose il problema di collegare la parte vecchia della città con la nuova. Venne allora l’idea di una gradinata che potesse collegare le varie zone della città che si espandevano a diversa altezza.

La “strata nova”, in diverse rampe per complessivi 150 gradini, richiese oltre dieci anni di continuo lavoro e costò più di 20 mila scudi all’erario comunale.

Nel 1844 le varie rampe furono unificate su progetto dell’arch. Salvatore Marino e si ottenne così una grandiosa scala rettilinea, meno inclinata della precedente, con i gradini diminuiti nel numero ma più ravvicinati per la notevole riduzione delle originarie pedate.

Nel 1956 la scalinata si abbellì e in ogni alzata fu collocato un rivestimento in maiolica policroma riproducente motivi usati dagli artigiani siciliani dal X al XX secolo. Gli elementi decorativi della scalinata rappresentano, in successione, esempi di stile arabo, normanno, svevo, angioino-aragonese, chiaramontano, spagnolo, rinascimentale, barocco, settecentesco, ottocentesco e contemporaneo.

La Scala di S. Maria del Monte, detta anche Scala di S. Giacomo, oggi si eleva fra due fitte schiere di case con una continuità di ben 142 gradini che le consentono di superare un dislivello di circa 45 metri. Ha una larghezza media di metri 8,40 e sviluppa una lunghezza di circa 130 metri.

Rappresenta una vera e propria testimonianza della cultura e della storia siciliana, un testo di storia dell’arte da percorrere.

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