La Venere di Morgantina in Sicilia

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La Venere di Morgantina, oggi ospitata dal Museo Archeologico di Aidone, in provincia di Enna, è un originale greco realizzato con due tipi di materiali lapidei, calcare per il corpo e marmo pario per la testa e gli arti, secondo la tecnica acrolitica sperimentata fin dall’età arcaica nella statuaria greca. L’opera è priva del piede e del braccio sinistro e della parte posteriore della testa, e presenta il corpo fratturato in tre parti. Alta circa 2,30 metri, la statua raffigura una divinità femminile che impetuosa incede nello spazio e nel braccio destro doveva tenere nella mano un attributo, forse una fiaccola. Una elaborata acconciatura, probabilmente in metallo dorato, decorata da un copricapo, doveva completare l’immagine e ridare giusto equilibrio proporzionale all’intera figura.

La Venere fu trafugata tra il 1970 ed il 1980, nel sito archeologico di Morgantina, nei pressi di Aidone. Rotta in tre parti, venne esportata illegalmente prima in Svizzera e poi in Inghilterra. L’antiquario britannico Robert Symes, uno degli antiquari più noti a livello internazionale, nel 1986 acquistò la statua per 1,5 milioni di dollari rivendendola due anni dopo al Getty Museum di Malibu in California per 18 milioni di dollari. Le rivelazioni rilasciate nel 1988 da Thomas Hoving, ex-direttore del Metropolitan Museum di New York, alla rivista “Conoisseur” riguardo la presunta provenienza della statua dal sito di Morgantina, uno dei territori più saccheggiati dalla Sicilia,  fecero scattare le indagini della magistratura ennese. Le procure italiane e il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio culturale avviarono un complesso lavoro di indagini giudiziarie per  far luce sulle varie fasi del trafugamento di importanti reperti tra cui la Venere di Morgantina. Dopo lunghe trattative, il 25 settembre del 2007,  il ministero dei Beni Culturali, l’assessorato dei Beni Culturali della Sicilia e quattro musei americani sottoscrissero un accordo, secondo cui il J.Paul Getty Museum, il Metropolitan Museum di New York,il Museum of Fine Art di Boston e il Princeton University Art Museum, riconoscendo la legittimità dell’azione del governo italiano, dovettero accettare la restituzione di ben 67 capolavori,  tra i quali la dea di Morgantina, tornata a casa il 17 marzo del 2011 e custodita oggi ad Aidone.

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