Il pane siciliano a Ramacca

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A Ramacca, in provincia di Catania, sono 15.000 gli ettari dedicati alla coltivazione del grano sui 25.000 ettari di superficie coltivabile. Il grano in Sicilia ha origini molto antiche e, secondo la mitologia, la dea greca Demetra donò all’uomo i cereali e il frumento da cui ricavare la farina per il pane siciliano.

Già ai tempi dello storico Diodoro Siculo la Sicilia era considerata la patria legittima del grano dove cresceva spontaneamente il triticum villosum che, attraverso la coltivazione , si sarebbe trasformato nel triticum sativum usato per il pane siciliano.

Il pane siciliano di Ramacca è frutto di diverse selezioni e sperimentazioni finalizzate ad ottenere grande produttività anche con climi aridi come quello siciliano e farine di qualità sempre migliori.

In contrada Margherito, a Ramacca negli anni ‘20 iniziò a coltivare un tipo di grano duro resistente alla siccità, di alto stelo, varietà che prese il nome dalla contrada stessa e che è annoverata ancora oggi tra i frumenti migliori. Oggi a Ramacca sono diverse le varietà di grano che vengono utilizzate per il pane: la varietà “Russello”, dalla elevata produttività, sintesi della sua resistenza alle malattie ed avversità ambientali, e all’adattabilità ai vari terreni; la varietà “Timilia”, pregiata per la sua buona resa alla molitura e forza della farina; la varietà “Capeiti”, precoce e coltivata su vasta scala e la varietà “Sen. Cappelli”, detto anche “Margherito” o “Bidì”, di alto valore nutritivo e che, se impastata a mano con lievito naturale e acqua di fonte e poi cotta nel forno in pietra dà origina ad un pane siciliano di straordinaria dolcezza e compattezza per il quale ancora oggi il paese di Ramacca è famoso, insieme al carciofo.

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