Il Museo Pepoli a Trapani come inizio del barocco siciliano

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Il Museo Pepoli è uno dei più importanti e meglio organizzati musei della Sicilia e si trova all’interno dell’antico Convento dei Carmelitani.

Curiosa è l’usanza secondo cui i religiosi del convento, mentre assecondavano le maestranze locali, non si privarono di far venire un capomastro palermitano, tale Francesco Marchisi che, nel 1639, costruendo per il convento una meravigliosa scala in stile barocco con il poggiamano intarsiato di marmi gialli, neri e arancioni, già usati a Palermo dalla fine del 500.

Era solo l’inizio del barocco siciliano che ancora risentiva della nobiltà tipica del Rinascimento.

Nella sala del pianterreno del Museo Pepoli sono raccolte le collezioni di scultura tra le quali emerge il gruppo delle opere di Antonello Gagini. La scala creata da Francesco Marchisi porta alle sale della pinacoteca del Museo Pepoli dove sono raccolti dipinti interessanti che esprimono la storia della pittura isolana e altri di scuole straniere e italiane. La maggior parte delle opere esposte è però formata da donazioni di collezioni private.

Tra i dipinti più importanti di pittura siciliano troviamo il polittico con la Vergine e Santi da cui prende nome il Maestro del Polittico di Trapani e la bellissima tavola con la Pietà di Roberto d’Oderisio, il più grande pittore napoletano del secondo Trecento.

Una delle peculiarità del Museo Pepoli è il grande spazio che viene assegnato alle arti minori: impressionante è la sfilata di vetrine dedicate ai presepi, ai musei, agli argenti e ai legni, oltre alla mostra dei coralli lavorati che raggiunse altissimi livelli proprio in età barocca.

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