Il castello di Pietraperzia e la festa con la cena notturna

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Pietraperzia, in provincia di Enna, è detta così per via delle numerose rupi bucate (petri pirciate in siciliano) che esistono nel suo territorio e che derivano da sepolture preistoriche.

Una delle tradizionali feste di Pietraperzia si celebra il 15 agosto, in occasione della Madonna della Cava, detta così perché un’immagine della Madonna venne trovata in una buca da un giovane sordomuto a cui la Madonna ridiede l’uso della parola.

La singolarità della festa consiste nel fatto che nel santuario della Madonna viene celebrata una messa dopo mezzanotte e, subito dopo il sacro rito della messa, si consuma una grandiosa cena all’aperto in piena notte.

Un’altra particolarità di Pietraperzia sta nel suo castello: una leggenda, infatti, dice che nel castello di Pietraperzia ci sono tante stanze quanti sono i giorni dell’anno e che, in una di esse dove si può entrare solo a mezzanotte, a lumi spenti, si possa ammirare un immenso tesoro. La leggenda narra ancora che tre donne tentarono di conquistare il tesoro con l’aiuto di una cordicella che li aiutasse, al buio, a non perdersi. Purtroppo la cordicella si spezzò e si narra che le tre donne stiano ancora vagando per le stanze buie del castello perché soltanto di notte possono vagare per trovare la via d’uscita.

Una curiosità su Pietraperzia sta nella presa in giro da parte degli abitanti della vicina Barrafranca: sembra che li chiamino come coloro che “hanno bevuto la luna”, secondo un racconto in cui un contadino di Pietraperzia abbia preso a bastonate un asino che si stava abbeverando, accusandolo di aver bevuto la luna che invece, ovviamente, riflessa nell’abbeveratoio, era stata semplicemente oscurata da una nuvola.

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