Il barocco siciliano a Catania e la fontana dell’Elefante

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Il barocco siciliano si esprime, nelle diverse località della Sicilia, con opere d’arte di notevole bellezza e di grande interesse artistico. Catania, rispetto ad Acireale, fu meno fortunata poiché fu completamente rasa al suolo dal terremoto e dalla spaventosa eruzione dell’Etna che causò, oltre alle rovine di palazzi ed edifici, anche la morte di sedicimila persone.

La ricostruzione della città, sotto la direzione del Duca di Camastra, diede a Catania lo splendore del barocco siciliano.

I materiali adoperati nella ricostruzione furono la lava nera, la pietra calcarea chiara per gli elementi decorativi e gli impasti con sabbia lavica per gli intonaci esterni. Questi materiali diedero a Catania colori particolarissimi: tutte le tonalità dal nero all’azzurro, passando per grigi e viola.

La riutilizzazione di elementi decorativi della Catania antica si esprime soprattutto nella fontana dell’Elefante, simbolo della città posto al centro di Piazza Duomo, la piazza centrale di Catania.

La statua dell’Elefante è sormontata da un obelisco in granito con geroglifici relativi al culto di Iside. La fontana dell’Elefante fu costruita nel 1736 da Giovan Battista Vaccarini, architetto palermitano formatosi a Roma sulle opere barocche, autore di gran parte delle architetture che si affacciano su Piazza Duomo.

Vaccarini era stato nominato nel 1730 dal Senato catanese come architetto commissario prefetto delle opere della città e contribuì in modo determinante alla realizzazione dell’architettura della città di Catania com’è tuttora.

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